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Accertamento integrativo e valutazione delle prove

Accertamento integrativo e valutazione delle prove

Accertamento integrativo e valutazione delle prove: l’integrazione dell’accertamento ex art. 43 Apr 600/73 è ammessa solo se gli elementi posti a fondamento del nuovo atto siano del tutto nuovi e non preventivamente conosciuti dall’Amministrazione Finanziaria.

Con la recentissima ordinanza n. 18175/2022 la Corte di Cassazione si è soffermata sull’annosa questione della diversa (o più approfondita) valutazione del materiale probatorio già in possesso dell’Ufficio per l’emissione di un accertamento integrativo.

Affermano infatti i Giudici della Suprema Corte che l’integrazione di un accertamento, mediante emissione di ulteriori atti impositivi, è possibile solo ove gli elementi posti a fondamento di tali atti siano del tutto nuovi. Al contrario, deve escludersi che il nuovo atto poggi sulla differente (anche se più approfondita) valutazione del materiale probatorio già in possesso dell’Ufficio accertatore.

Accertamento integrativo e valutazione delle prove: l’ordinanza della Cassazione

Nell’Ordinanza in questione, infatti, la Cassazione afferma, secondo i consolidati principi della Corte, che ” … l’integrazione dell’accertamento mediante l’emissione di ulteriori atti impositivi, ai sensi dell’art. 43, comma 3, del d.P.R. n. 600 del 1973, è ammessa solo ove gli elementi posti a fondamento degli stessi siano nuovi, ipotesi che non ricorre in presenza di diversa, o più approfondita, valutazione del “materiale probatorio” già acquisito dall’ufficio.”

Questo in quanto con ” l‘emissione dell’avviso di rettifica l’amministrazione consumi il proprio potere di accertamento in relazione agli elementi posti a propria disposizione» (fra le molte, Cass. n. 26191 del 18/10/2018; Cass. n. 11421 del 03/06/2015).

Escluso, pertanto, che l’Ufficio possa emettere nuovi atti solo a seguito di differente o più approfondita valutazione del materiale probatorio già in suo possesso. L’art. 43 del Dpr 600/73 prevede, infatti, quale presupposto per legittimare l’accertamento integrativo, la sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi in capo all’Ufficio.

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