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Associazioni Sportive ed obbligazioni tributarie

Associazioni Sportive ed obbligazioni tributarie

Associazioni sportive ed obbligazioni tributarie: risponde per le obbligazioni sorte “ex lege” il soggetto che ha la gestione complessiva nel periodo di imposta.

Nell’ambito delle associazioni sportive non riconosciute, per le obbligazioni tributarie sorte “ex lege” ne risponde solidalmente, tanto per le sanzioni pecuniarie quanto per il tributo, il soggetto che, in forza del ruolo rivestito, abbia diretto la gestione associativa. Quanto sopra è il principio di diritto stabilito dalla Commissione Tributaria Regionale delle Marche, la quale si è espressa sul punto con la sentenza n. 1066 del 20/09/2021.

La vertenza traeva origine da un controllo effettuato nei confronti di una A.S.D. per la verifica dei requisiti ed adempimenti previsti dalla Legge n. 398/1991. A seguito del controllo, emergevano violazioni in tema di documentazione sociale, libri contabili, nonché limiti per il rientro nella normativa agevolativa.

L’Ufficio emetteva pertanto due avvisi di accertamento, notificati sia all’associazione sia al legale rappresentante pro tempore. Il contribuente presentava ricorso, censurando la violazione dell’art. 38 c.c. in quanto riteneva la pretesa nei propri confronti basata solo sulla qualifica da lui rivestita (rappres. legale). Al contrario, secondo il ricorrente, l’art. 38 c.c. richiederebbe la prova che il legale rappresentante dell’associazione abbia concretamente operato e gestito la medesima.

L’amministrazione, in merito al rilievo ex art. 38 c.c., ne sosteneva al contrario la corretta applicazione, evidenziando come fosse onere del contribuente dimostrare l’eventuale concreto operare di altri soggetti. In primo grado la CTP si esprimeva a favore del contribuente; l’AdE impugnava la sentenza.

Associazioni Sportive ed obbligazioni tributarie: la decisione della CTR Marche

I Giudici di secondo grado, aderendo all’interpretazione dell’Agenzia, evidenziano la responsabilità solidale del rappresentante legale, secondo quanto previsto dall’art. 38 c.c., in tema di obbligazioni tributarie.

Sposando l’orientamento della Corte di Cassazione, la quale si è più volte espressa sul punto (da ultimo con Cass. Civ. sent. 1602/2019), la Commissione sosteneva che la responsabilità personale e solidale ex art. 38 per colui il quale agisce in nome e per conto dell’associazione, in materia negoziale, non sia collegata alla mera titolarità della rappresentanza, ma all’attività effettivamente svolta.

Al contrario, per i debiti di imposta, che non sorgono su base negoziale ma “ex lege” al verificarsi del presupposto, il rappresentante dell’Associazione è chiamato a rispondere solidalmente in forza del ruolo rivestito. Per la CTR, dunque, sussiste un principio di presunzione, secondo cui i soggetti che svolgono compiti di gestione e di amministrazione, nell’ambito dell’associazione non riconosciuta, concorrono nelle decisioni che portano alla creazione dei rapporti tributari dell’ente.

Solo il contribuente, fornendo prova contraria, può dimostrare che vi sono elementi dai quali può desumersi il suo mancato coinvolgimento nella gestione e creazione dei rapporti tributari per conto dell’associazione.

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