Vai al contenuto
Home » Decreti ingiuntivi e imposta di registro

Decreti ingiuntivi e imposta di registro

Decreti ingiuntivi ed imposta di registro

Decreti ingiuntivi e imposta di registro: I decreti ingiuntivi sono soggetti ad imposta di registro ex art. 37 del TUR in forza della loro natura esecutiva, a prescindere dall’apposizione della formula esecutiva o dall’eventuale sospensione dell’esecutorietà in caso di opposizione.

Con una recente pronuncia, la n. 5083 del 2023, la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado del Lazio ha stabilito che sono soggetti ad imposta di registro, ex art. 8 co. 1 lett. B) della Tariffa allegata al d.P.R. 131/1986, i decreti ingiuntivi esecutivi recanti condanna al pagamento di somme di denaro.

In tale categoria vi rientrano non solo i decreti ingiuntivi non opposti o provvisoriamente esecutivi, muniti della relativa formula (secondo la nozione processual-civilistica, non più richiesta peraltro dopo l’entrata in vigore della c.d. Riforma Cartabia) ma anche i decreti ingiuntivi che siano solo astrattamente eseguibili.

Decreti ingiuntivi ed imposta di registro: principio generale dell’obbligo di registrazione

Quanto sopra è confermato dal testo dell’art. 37 del d.P.R. 131/1986, il quale prevede l’assoggettamento all’imposta degli atti dell’Autorità Giudiziaria in materia di controversie civili che definiscono anche parzialmente il giudizio, dei decreti ingiuntivi esecutivi, dei provvedimenti che dichiarano esecutivi i lodi arbitrali e delle sentenze che dichiarano efficaci nello Stato sentenze straniere << anche se al momento della registrazione siano stati impugnati o siano impugnabili, salvo conguaglio o rimborso in base a successiva sentenza passata in giudicato >>.

Tale norma esprimerebbe il principio generale dell’obbligo della registrazione e dell’assolvimento del tributo anche se l’atto è impugnato o impugnabile, salvo conguaglio o rimborso in base a successiva sentenza passata in giudicato.

Secondo i Giudici tributari, di conseguenza, il presupposto dell’imposta di registro è la natura esecutiva del decreto ingiuntivo (ossia la clausola di provvisoria esecutorietà), senza che rilevi l’eventuale apposizione della formula esecutiva. L’imposta è applicata, pertanto, sulla base della mera << esecutività del decreto ingiuntivo e non sulla sua esecuzione in concreto >>.

Alla luce di tale criterio, già espresso dalla Suprema Corte con l’ordinanza n. 4327/2021, la CGT di secondo grado del Lazio ha accolto l’appello dell’Ufficio, ritenendo legittimo l’avviso di liquidazione dell’imposta di registro relativa alla registrazione di un decreto ingiuntivo, sebbene non munito di formula esecutiva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: