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Definizione dei giudizi pendenti in Cassazione

Definizione dei giudizi pendenti in Cassazione

Definizione dei giudizi pendenti in Cassazione: con la Legge 130/2022 è stata prevista la definizione agevolata dei giudizi pendenti dinnanzi alla Corte di Cassazione. Le condizioni per accedere al beneficio.

L’approvata riforma del processo tributario, contenuta nella Legge del 31 Agosto 2022 n. 130, ha portato novità anche in materia di definizione agevolata. Risulta infatti prevista la definizione agevolata dei giudizi tributari pendenti innanzi alla Corte di Cassazione. Il testo di riferimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 1° Settembre 2022, sarà in vigore dal 16 Settembre 2022.

La norma prevede, al comma 1, per le controversie tributarie pendenti alla data del 15 Luglio 2022 innanzi alla Corte di Cassazione, la definizione della lite a richiesta del contribuente. La definizione potrà essere richiesta dal soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio. Possibile la richiesta anche da parte del soggetto subentrato nel giudizio o da parte di colui che ne ha la legittimazione.

Per controversie tributarie pendenti, secondo il comma 4 dell’art. 5, dovranno intendersi i procedimento per i quali il ricorso in Cassazione è stato notificato alla controparte entro la data di entrata in vigore legge (16 Settembre 2022), salvo non sia intervenuta nel frattempo una sentenza definitiva a definizione della lite.

Vi è, infatti, un contrasto tra quanto stabilito dai c. 1 e 2 dell’art. 5 (che indicano come controversie pendenti in Cassazione quelle in essere alla data del 15 luglio 2022) ed il c. 4 del medesimo articolo, il quale fa riferimento alla data di vigore della legge (15 Settembre). Un intervento normativo per superare tale contrasto sembra già in divenire (tale contrasto è stato risolto con l’approvazione del Decreto Aiuti Bis, per un approfondimento vedi qui).

La definizione sarà perfezionata con la presentazione della domanda entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge 130/22. Il contribuente dovrà procedere al pagamento degli importi dovuti, tenuto conto di quanto già versato a qualsiasi titolo in pendenza del giudizio (fermo restando il rispetto delle percentuali stabilite ai fini della definizione). Ove non siano dovuti importi, la definizione sarà perfezionata con la sola presentazione della domanda.

Definizione dei giudizi pendenti in Cassazione: le ipotesi e le soglie per accedere al beneficio.

Sono previste in particolare due ipotesi di definizione del giudizio.

Per le controversie nelle quali l’Agenzia delle Entrate risulti soccombente in tutti i pregressi gradi di giudizio, di valore non superiore ai 100 mila euro, sarà possibile la definizione previo pagamento di un importo pari al 5% del valore della controversia.

Per le controversie nelle quali l’Agenzia delle Entrate risulti in tutto o in parte soccombente in uno dei precedenti gradi di giudizio, di valore non superiore a 50 mila euro, sarà possibile la definizione previo pagamento di un importo pari al 20% del valore della controversia.

Quanto al valore della lite, determinato ai sensi dell’art. 16, comma 3, legge n. 289/2002, dovrà assumersi quale base per il calcolo il valore dell’imposta, la quale ha formato oggetto della contesa nel primo grado di giudizio. Tale importo sarà considerato al netto di interessi, more e sanzioni collegate al tributo (anche nel caso in cui siano state irrogate con un provvedimento separato).

Del valore delle sanzioni si terrà conto solo ove la lite stessa sia relativa alle sole sanzioni. Il valore della lite sarà determinato con riferimento ad ogni atto introduttivo del giudizio, indipendentemente dal numero di soggetti interessati e dai tributi indicati.

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