Vai al contenuto
Home » IMU e consorzi di bonifica

IMU e consorzi di bonifica

IMU e consorzi di bonifica.

IMU e consorzi di bonifica: gli immobili destinati alla bonifica ed allo scolo sono esenti dall’imposta IMU in quanto rientranti nella categoria E.

Le costruzioni che sono destinate esclusivamente allo scolo, alla difesa idraulica del territorio ed alla bonifica sono esenti da IMU. A tale conclusione si perviene in quanto gli immobili in questione sono da inserirsi nella categoria catastale E, esentata dall’imposta. Di orientamento conforme anche la Commissione Tributaria Regionale del Veneto, la quale ha statuito in un caso analogo con la sentenza n. 1337/2021.

La vertenza nasceva dalla richiesta avanzata dal Comune del pagamento di arretrati IMU nei confronti del consorzio di bonifica. A tale richiesta di opponeva il Consorzio, evidenziando come la Circolare n.0109407/2020 dell’Agenzia delle Entrate sosteneva chiaramente come le costruzioni destinate esclusivamente alla bonifica, allo scolo ed alla difesa idraulica del territorio, costituivano immobili da inserire nella Categoria “E”. Di conseguenza, le medesime dovevano ritenersi esentate.

Alla luce della circolare, il Consorzio riteneva la medesima applicabile anche agli anni precedenti la propria emanazione, per i quali il comune non aveva provveduto comunque a richiedere, prima di allora, l’IMU.

In primo grado la CTP accoglieva parzialmente il ricorso del Consorzio di Bonifica, annullando solo in parte gli avvisi di accertamento. Entrambe le parti, quindi, procedevano ad appellare la sentenza.

IMU e consorzi di bonifica: la decisione della CTR Veneto

La Commissione evidenzia, preliminarmente, come l’IMU sia un’ imposta versata ai Comuni per il godimento dei beni immobili, salvo le esenzioni di legge. La CTR del Veneto, facendo riferimento alla circolare n. 109407/2020 dell’Agenzia delle Entrate, ribalta la sentenza di primo grado, esprimendosi a favore del Consorzio.

Secondo i Giudici dell’appello, infatti, la circolare in esame ha efficacia retroattiva. Ma non solo.

Spiegano i giudici, infatti, che l’inserimento dei beni nella categora “E” del Catasto ha efficacia dichiarativa e non costitutiva. Di conseguenza, risulta esclusa la debenza dell’IMU con efficacia retroattiva.

L’inserimento in tale categoria di un immobile, ben dopo la costruzione, prende atto di una circostanza già presente, cioè la permanenza degli immobili in una situazione tipica di quei beni dello Stato che sono al servizio del pubblico.

Gli immobili in questione, anche se inseriti successivamente (2020) rispetto agli anni per i quali si richiedeva il pagamento dell’imposta municipale (2013 e 2014), avevano le caratteristiche tali da rientrare nell’esenzione fin dall’origine.

Pertanto, i Giudici dell’appello concludono affermando che il consorzio di bonifica, che mai aveva pagato l’IMU, può beneficiare della totale esclusione dal pagamento dell’imposta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

error: