Vai al contenuto
Home » La nuova normativa UE sui droni

La nuova normativa UE sui droni

Aeromobili a pilotaggio remoto

Con l’entrata in vigore della nuova normativa UE sui droni, con i Regolamento europei n. 2019/945 e 2019/947, cambia drasticamente il quadro normativo relativo agli aeromobili a pilotaggio remoto.

La nuova normativa UE sui droni

Dal 31 Dicembre 2020 è diventato applicabile, in Italia, il Regolamento di esecuzione UE n. 2019/947 del 24 Maggio 2019, relativo alle norme e procedure l’uso dei droni, definiti anche SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto). La normativa attualmente è composta dalle seguenti fonti:

  • Regolamento Delegato UE 2019/945. E’ il regolamento relativo agli aeromobili senza equipaggio e agli operatori di paesi terzi di sistemi di aeromobili senza equipaggio.
  • Regolamento Esecutivo UE 2019/947. Il regolamento relativo alle norme e procedure per l’esercizio di aeromobili senza equipaggio.
  • Regolamento UAS – It dell’ENAC. Regolamento emesso dall’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile per l’Italia.

I nuovi regolamenti hanno introdotto alcune novità fondamentali, che cambiano drasticamente il quadro rispetto al passato. In primo luogo, gran parte della normativa è trasferita dal livello nazionale alla competenza dell’EASA (Agenzia dell’Unione Europea sulla Sicurezza dell’Aviazione).

Secondariamente, ma non meno importante, è stata del tutto abolita la distinzione tra uso creativo e professionale dei droni.

Infine, è stata allargata l’operatività degli scenari di uso del drone nei casi di basso rischio (nelle categorie di operazioni definite OPEN). Si prevede infatti, a certe condizioni e con determinati droni, la possibilità di sorvolo delle persone in ambienti urbani senza preventiva autorizzazione.

L’uso dei droni ora è classificato solo in base al fattore di rischio del volo (Categorie di volo) e alla classe del velivolo (Categorie dei droni).

Altre novità introdotte dalla normativa

In primo luogo, basterà la classe OPEN nella maggior parte dei casi, con le sottocategorie A1, A2 ed A3. Questo vale sia per i droni attualmente in commercio sia per quelli che saranno resi disponibili in futuro, conformi alle direttive europee.

Inoltre, ogni categoria di operazione di volo prevede delle restrizioni sia relative all’attività in sé sia rispetto ai droni che si possono utilizzare in quella specifica categoria.

Infine, nella Classe OPEN non è richiesta un’autorizzazione specifica dell’ENAC per volare, salvo quanto previsto dalle zone di spazio aereo a traffico limitato.

La nuova normativa europea pertanto consente il volo dei droni in zona urbana per le operazioni a basso rischio (droni di piccole dimensioni e con requisiti di velocità e portata limitati). In ogni caso, l’Operatore UAS deve sempre e comunque rispettare le regole sugli spazi aerei definite dall’ENAC. Questo consente, e consentirà in futuro, un uso più diffuso dei piccoli droni, rendendo più semplice rispetto al passato anche lavorare con gli aeromobili.

Hai necessità di richiedere informazioni relative alla normativa sui droni? Vuoi una consulenza in materia? Non esitare a contattare lo Studio Legale Rossin – Cartura (Padova).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

error: