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Legge di bilancio 2022: novità della riscossione

Legge di bilancio 2022

Legge di Bilancio 2022: novità e modifiche in tema di riscossione relative all’aggio nelle cartelle esattoriali ed ai termini di adempimento delle cartelle notificate

L’approvazione della Legge n. 234/2021 (c.d. Legge di Bilancio 2022) ha comportato importanti novità in tema di riscossione. In particolare, il Parlamento ha approvato la revisione del sistema di remunerazione dell’Agente della riscossione. Modifiche di rilievo, inoltre, sono state apportante ai termini di pagamento delle cartelle esattoriali.

Quanto alla remunerazione dell’Agenzia della Riscossione, sino al 31 Dicembre 2021 si prevedeva, a carico del contribuente, l’aggio. Questo rappresentava la remunerazione a favore dell’agente, al quale veniva affidato il compito di recuperare i ruoli a carico dei contribuenti.

Con la nuova legge di bilancio è stato modificato il sistema di remunerazione dell’Agenzia della Riscossione. Infatti, ora si prevede una dotazione a carico del bilancio statale, la quale copre i costi di funzionamento dell’Agenzia. In tal modo si è parificato quanto già previsto per le altre Agenzie statali.

La norma ha importanti ripercussioni sulle future cartelle esattoriali. Per tutti i ruoli affidati all’Agente della Riscossione dal 1° Gennaio 2022, non saranno inseriti oneri di riscossione nella cartella. Al contrario, rimangono invariate le spese per la notifica, nonché le spese relativa alla procedura esecutiva.

Infine, per i ruoli affidati sino al 31 Dicembre 2021, indipendente dalla notifica della relativa cartella, l’aggio rimane a carico del contribuente.

Legge di bilancio 2022: estensione del termine di pagamento delle cartelle

Novità importanti anche in relazione ai termini per il pagamento delle cartelle esattoriali. Per tutte le cartelle notificate dal 1.01.2022 sino al 31.03.2022, il termine di pagamento è stato esteso a 180 giorni dalla notifica.

I contribuenti, pertanto, hanno 120 giorni in più per adempiere rispetto al termine ordinario (di 60 giorni). L’allungamento dei termini avviene senza oneri a carico del contribuente. Di conseguenza, prima dello scadere dei 180 giorni l’Agenzia non potrà procedere con il recupero coattivo delle somme.

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