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Presupposti per l’applicazione dell’Irap

Presupposti per l'applicazione dell'Irap

Presupposti per l’applicazione dell’Irap: in caso di assenza di elementi di organizzazione, manca il presupposto applicativo dell’Irap. CTR Puglia, sent. 1630/22.

Con una recentissima pronuncia la Commissione Tributaria Regionale della Puglia si è espressa circa i presupposti di applicazione dell’IRAP, l’imposta regionale sulle attività produttive. Il tributo, infatti, non può essere applicato quando manchi l’elemento organizzativo nell’attività professionale, secondo il disposto dell’art. 2 della Legge 446/1997.

La vicenda originava da una cartella di pagamento notificata ad una contribuente. Con tale atto l’Agenzia delle Entrate aveva provveduto ad iscrivere a ruolo, a seguito di liquidazione e controllo ex art. 36 bis, l’omesso pagamento dell’Irap.

Avverso tale atto proponeva ricorso la contribuente, eccependo la mancanza dei presupposti applicativi dell’imposta, ed in particolare di quanto previsto dall’art. 2 della L. 446/97 sull’Irap. La ricorrente, infatti, risultava svolgere la professione di commercialista, senza l’utilizzo di personale né di mezzi tecnici particolarmente elevati.

La CTP, investita della questione, accoglieva parzialmente il ricorso della contribuente. Avverso tale sentenza l’Agenzia delle Entrate proponeva appello.

Presupposti per l’applicazione dell’Irap: la decisione della CTR

La Commissione Tributaria Regionale rigettava l’appello dell’Agenzia delle Entrate, confermando la sentenza favorevole alla contribuente.

I Giudici della CTR, in particolare, muovevano dalla sentenza n. 156/2001 della Corte Costituzionale, con la quale si è stabilita l’inapplicabilità dell’IRAP ai soggetti che svolgono una attività professionale che non comporti una particolare attività organizzativa.

Stabiliva infatti la Corte Costituzionale che “nel caso di un’attività professionale che fosse svolta in assenza di elementi di organizzazione (di capitale o lavoro altrui) risulterà mancante il presupposto stesso dell’imposta sulle attività produttive, rappresentato per l’appunto, secondo l’ art. 2 (legge 446 del 1997), dall’ esercizio abituale di un’attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni o alla prestazione di servizi“.

Nel caso in esame la contribuente, una commercialista, doveva ritenersi mancante del requisito dell’autonoma organizzazione, non avendo la stessa strutture né dipendenti al proprio servizio. L’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) può definirsi un’imposta, non sul reddito (dunque, personale) ma reale che “colpisce il valore aggiunto prodotto dalle attività autonomamente organizzate“.

Non è sufficiente esercitare attività d’impresa per sostenere che si tratti di attività assoggettata ad IRAP. Risulta pertanto necessario esaminare la sussistenza del presupposto impositivo a cui è necessariamente subordinata la tassazione IRAP, ossia l’autonoma organizzazione.

Ciò che rende l’IRAP conforme a Costituzione è infatti la produzione di un valore aggiunto, dato dall’organizzazione di capitale o lavoro altrui. Ove questa manchi, l’attività non potrà essere assoggettata all’imposta.

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