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Riforma dello sport e fiscalità

Riforma dello sport e fiscalità

Riforma dello sport e fiscalità: le modifiche introdotte dal D.Lgs 36/2021 nel settore sportivo per associazioni e società sportive.

Il D.Lgs n. 36/2021 di riforma del settore sportivo (per approfondire vedi qui) ha introdotto novità significative in materia tributaria e commerciale per tutte le società ed associazioni sportive dilettantistiche.

In relazione al trattamento fiscale, si conferma il quadro normativo esistente, in quanto sono fatti salvi i trattamenti fiscali di vantaggio previsti dalla normativa. Questo comporterà, al momento dell’entrata in vigore della riforma, il perdurare delle agevolazioni fiscali esistenti.

In primis, si potrà ancora ritenere operante la norma secondo cui non sarà da applicarsi la ritenuta del 4% a titolo di acconto sui contributi erogati alle società ed associazioni sportive. Tali sono i contributi erogati dal CONI, nonché dagli Enti di promozione sportiva e dalle Federazioni Sportive. La normativa pertanto prevede una deroga all’art. 28, comma 2 del D.p.r. 600/1073.

Continueranno ad applicarsi, inoltre, le previsioni dell’art. 90 della Legge n. 289/2002. Con tale norma si prevedono le specifiche disposizioni per l’attività’ sportiva dilettantistica in tema di compensi sportivi, commercialità ed imposte sui redditi. Confermata inoltre l’imposta di registro in misura fissa per la registrazione degli statuti delle Associazioni e Società sportive.

In definitiva, più che di riforma si può parlare di mantenimento del regime di vantaggio a favore degli enti del settore. A diverse conclusioni potrebbe giungersi solo nel caso di Associazioni e società che sono contemporaneamente iscritte nel registro del terzo settore (RUNTS) o che sono Enti Terzo Settore (ETS) .

Riforma dello sport e fiscalità: sponsorizzazioni e regime di de-commercializzazione

Confermato inoltre quanto previsto dall’art. 90 in tema di sponsorizzazioni. Si prevede, infatti, che il corrispettivo in denaro o in natura in favore di società, associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni costituite da istituzioni scolastiche, nonché di associazioni sportive scolastiche che svolgono attività nei settori giovanili riconosciuta dalle Federazioni sportive nazionali o da enti di promozione sportiva costituisca, per il soggetto erogante, spesa di pubblicità. Rimane inoltre fissato l’importo annuo complessivo di euro 200 mila.

Entro tale limite sarà interamente deducibile pertanto la spesa per la promozione dell’immagine o dei prodotti del soggetto erogante mediante una specifica attività del soggetto sportivo beneficiario.

Confermato, infine, il regime forfettario ex Legge 398/1991 per le associazioni e società sportive. Sarà pertanto possibile per gli enti del settore continuare a beneficiare del regime di vantaggio previsto, il quale comporta anche notevoli agevolazioni contabili.

Si continuerà a riconoscere, infine, quanto previsto in tema di de-commecializzazione. Si prevede infatti che i corrispettivi ottenuti da attività che sono in diretta attuazione degli scopi istituzionali dell’associazione o società sportiva, erogati verso gli iscritti, non siano da considerarsi attività commerciale.

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