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Società esterovestita e sede effettiva

Società esterovestita e sede effettiva

Società esterovestita e sede effettiva: nozione di esterovestizione della società in materia di IRES ed effettività della sede in Italia. La decisione della CTR del Friuli.

Una recente pronuncia della CTR del Friuli (n. 117/2022) ha affrontato il tema delle società esterovestite, nel caso di accertamento della doppia residenza. Per integrarsi tale ipotesi, deve guardarsi alla sede effettiva della società, intesa come luogo di concreto svolgimento dell’attività di direzione e gestione dell’impresa. Ove la contribuente non riesca a fornire elementi utili a dimostrare che la sede di direzione effettiva sia estera, la stessa dovrà considerarsi come residente in Italia.

La vicenda in esame traeva origine da un avviso di accertamento, emanato dopo un’attività ispettiva della Gdf ai fini Ires ed Irap, nei confronti di una società. Tale ente risultava avere una sede, a detta degli ispettori, solo formalmente collocata all’estero. Pertanto, ci si trovava avanti ad un caso di esterovestizione, ex art. 73 DPR 917/86.

Avverso tale atto proponeva ricorso il contribuente, il quale al contrario sosteneva l’effettività della sede estera societaria.

La Commissione tributaria Provinciale respingeva il ricorso del contribuente. A detta dei Giudici di primo grado, l’erronea riconducibilità estera della residenza societaria, in violazione dell’art. 73, comma 3 del TUIR, non risultava supportata da idonea documentazione. Avverso tale decisione la ricorrente proponeva appello.

Società esterovestita e sede effettiva: la decisione della CTR del Friuli

Con la pronuncia di secondo grado i Giudici della CTR friulana confermavano la decisione impugnata, pronunciandosi a favore dell’Ufficio finanziario.

Secondo la Commissione, per esterovestizione deve intendersi la fittizia localizzazione all’estero della residenza fiscale di una società, la quale di fatto intrattiene attività ed oggetto sociale in Italia. Lo scopo principale di tale esterovestizione è quello di ottenere una minore imposizione sul reddito d’impresa.

In tema di Ires, per individuare la sede fiscale di una società deve guardarsi all’art.73, comma 3 del Tuir. Secondo tale norma, devono considerarsi residenti le società e gli enti che per la maggior parte del periodo di imposta hanno la sede legale o la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale nel territorio dello Stato.

Alla sede legale viene pertanto contrapposta la sede ammministrativa, la quale va intesa (come nel diritto civile) come sede effettiva, quale luogo di concreto svolgimento delle attività di direzione e gestione dell’impresa, dal quale partono le decisioni.

Pertanto, in caso di accertata doppia residenza, italiana ed estera, la sede effettiva viene intesa come il luogo deputato, o stabilmente utilizzato, “per l’accentramento, nei rapporti interni e con i terzi, degli organi e degli uffici societari in vista del compimento degli affari e dell’impulso dell’attività dell’ente.” (tra le altre, vedi Cass. sent. n. 15184/2019; ord. n. 6476/2021).

Di conseguenza, ove vi sia una contestazione circa l’effettività della sede, la società contribuente dovrà fornire elementi tali da dimostrare che la sede della direzione effettiva della società sia radicata all’estero. In caso contrario, la stessa sarà considerata come residente in Italia.

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