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Trasferimenti esenti dall’imposta sulle successioni

Trasferimenti esenti dall'imposta di successione

Trasferimenti esenti dall’imposta sulle successioni: soggetti coinvolti e condizioni per l’esenzione dal versamento dell’imposta.

Il Decreto Legislativo n. 346 del 1990 (Testo unico imposta sulle successioni e donazioni) ha previsto alcune ipotesi nelle quali non si applica l’imposta sulle successioni ai trasferimenti di beni e/o diritti dal defunto all’erede.

Preliminarmente, è necessario ricordare che l’imposta sulle successioni è un tributoapplicato ai trasferimenti di beni e diritti dal defunto agli eredi. Sono oggetto dell’imposta tutti i beni e diritti di cui il de cuius residente in Italia era titolare al momento dell’apertura della successione. In caso di soggetto defunto non residente, l’imposta si applica solo a quanto presente in Italia al momento della morte.

Quanto alle ipotesi di esclusione ed esenzione, si prevedono molteplici casi.

In primis, secondo quanto previsto dall’art. 2 del D.Lgs 346/90, non si considerano esistenti, e sono pertanto esclusi dall’imposta, i beni viaggianti con destinazione estera o vincolati ad un regime doganale transitorio. Per tali beni si prevede pertanto l’esenzione dal tributo.

Trasferimenti esenti dall’imposta sulle successioni: art. 3

L’art. 3 del D.Lgs 346/90 prevede altresì ulteriori ipotesi di esenzione.

In primo luogo, sono esenti i trasferimenti a favore dello Stato e di altri enti territoriali (Regioni, Comuni). Esenti inoltre i trasferimenti a favore di enti pubblici, fondazioni ed associazioni riconosciute, a condizione che questi ultimi abbiano come scopo esclusivo l’assistenza, lo studio, la ricerca scientifica, l’educazione ed altre finalità di pubblica utilità.

La norma prevede anche l’esenzione per le ONLUS e le fondazioni bancarie, nonché per i movimenti e partiti politici.

Non sono soggetti al versamento del tributo nemmeno i trasferimenti a favore degli Enti del Terzo Settore, a condizione che il trasferimento sia utilizzato per lo svolgimento di attività finalizzate a perseguire utilità civiche, solidaristiche o sociali. Dalla norma sono però esclusi (e pertanto non godono dell’esenzione) i trasferimenti in favore di imprese sociali che sono costituite in forma di società.

Infine, si prevede l’esenzione per gli enti pubblici, fondazioni ed associazioni, in caso di trasferimento disposto per finalità di assistenza, studio, ricerca, educazione, istruzione ed altre finalità pubbliche. La normativa prevede un ulteriore obbligo: che il beneficiario, entro 5 anni, dimostri che effettivamente si è perseguito lo scopo.

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