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Vizi della notifica dell’atto

Vizi della notifica dell'atto

Vizi della notifica dell’atto: l’omessa notifica dell’atto presupposto, nel procedimento di riscossione, comporta la nullità dell’atto successivo. Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Roma – Sentenza n. 7451/2023.

Con la pronuncia in esame la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Roma conferma il principio di diritto secondo cui l’omessa notifica dell’atto presupposto, nel procedimento di riscossione, comporta la nullità dei successivi atti consequenziali. Di conseguenza, nel caso venga contestata la regolare notifica dell’atto presupposto, l’onere di provarne l’avvenuto perfezionamento è in capo all’Amministrazione Finanziaria.

La vicenda traeva origine dalla notifica di una comunicazione di iscrizione ipotecaria, relativa al mancato pagamento di cartelle esattoriali ed avvisi di addebito per imposte dirette e canone rai. Il contribuente proponeva ricorso avverso tale atto. Si lamentava, infatti, in primo luog l’intervenuta decadenza, in capo ad AdER, del diritto di riscossione dei crediti sottesi alle cartelle di pagamento.

Il contribuente, inoltre, eccepiva l’omessa notifica delle cartelle e degli avvisi, sottese alla comunicazione preventivo di iscrizione ipotecaria, la quale determinava di conseguenza la nullità del successivo atto.

Vizi della notifica dell’atto: la decisione della CGT di Roma a favore del contribuente

La CGT di Roma, con la sentenza n. 7451/2023, si pronunciava a favore del contribuente, accogliendo il ricorso di quest’ultimo ed annullando l’atto impugnato.

Secondo i Giudici tributari, in caso di contestazione del procedimento di notifica degli atti, come avvenuto nel caso in esame, la giurisprudenza sulla Suprema Corte è costante nello stabilire un onere, a carico dell’Agenzia, di provare il corretto perfezionamento della notifica.

In materia di riscossione delle imposte, la correttezza del procedimento di formazione della pretesa tributaria è assicurata mediante il rispetto di una sequenza procedimentale di determinati atti, con le relative notificazioni, allo scopo di rendere possibile un efficace esercizio del diritto di difesa del contribuente destinatario.

Di conseguenza, in caso di omessa notifica di un atto presupposto, in questo caso la cartella di pagamento, il successivo atto della riscossione, la comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria, sarà considerato nullo, anche se regolarmente notificato.

I Giudici evidenziano che << La notificazione non è difatti un elemento costitutivo dell’atto, ma condizione di efficacia (Cassazione SU n. 40543) e quella della cartella di pagamento equivale alla notificazione del titolo esecutivo e del precetto (Cassazione SU n. 7822/2020).>>.

Conclude la Corte di Giustizia Tributaria evidenziando << Poiché tale nullità può essere fatta valere dal contribuente mediante la scelta, consentita dall’art.19 comma 3 del D. Lgs. n. 546/1992, di impugnare solo l’atto consequenziale notificatogli (avviso di mora, cartella di pagamento, avviso di liquidazione), facendo valere il vizio derivante dall’omessa notifica dell’atto presupposto (nell’ordine, cartella di pagamento, avviso di accertamento o avviso di liquidazione) non notificato, facendo valere i vizi che inficiano quest’ultimo, spetta la giudice di merito verificare solo la sussistena del difetto di notifica al fine di pronunciare la nullità dell’atto consequeziale (con eventuale estinzione della pretesa tributaria a seconda dei termini di decadenza siano o meno decorsi) o pronunciarsi sull’esistenza o meno della pretesa tributaria (Cassazione n. 10012/2021, n. 1144/2018).>>

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